• Procedure terapeutiche
  • Chirurgia Oncologica Epatica
  • Ablazione dei Tumori Epatici mediante approccio Laparoscopico

  • Ablazione dei Tumori Epatici mediante approccio Laparoscopico

    L’approccio laparoscopico offre una serie di potenziali vantaggi rispetto alla tradizionale metodica percutanea per il trattamento ablativo dei tumori epatici:

    1. permette di raggiungere le cosiddette “localizzazioni difficili” (lesioni superficiali/esofitiche; lesioni adiacenti al tratto gastrointestinale, alla colecisti, alle vie biliari; lesioni difficilmente visualizzabili per via percutanea specie nei segmenti VII ed VIII);

    2. permette una maggiore aggressività in termini di aumento della durata ed efficacia dei cicli di trattamento per ciascun nodulo (aumento del volume di ablazione) ed in termini di numero di noduli trattati grazie alla presenza dell'anestesia generale ed alla possibilità di associare un effetto “ischemico” mediante riduzione del flusso portale (da pneumoperitoneo o da clampaggio temporaneo dell’ilo epatico);

    3. consente il trattamento di pazienti anche con cirrosi scompensata che non potrebbero essere trattati per via percutanea a causa dell’ascite o di gravi turbe della coagulazione. In tali pazienti l’approccio laparoscopico consente di drenare l’ascite, controllare agevolmente l’emostasi coagulando sotto visione le fonti di sanguinamento.

    Rispetto all’approccio laparotomico, la laparoscopia offre il grande vantaggio della miniinvasività, riducendo i tempi di degenza, il dolore postoperatorio ed il danno estetico.

    A differenza dell’approccio laparotomico, inoltre, la laparoscopia non rischia di peggiorare l’ipertensione portale del paziente con cirrosi avanzata poiché in tale intervento non vengono interrotti i circoli collaterali. Negli ultimi 5 anni il nostro centro ha utilizzato sempre di più questa procedura per il trattamento dei tumori epatici ed in particolare dell’HCC su cirrosi.

    Si tratta di una metodica di straordinaria utilità per questa particolare patologia, poiché consente di aumentare il numero di pazienti che possono essere sottoposti ad una terapia potenzialmente radicale, e.g. pazienti non resecabili per la cirrosi scompensata e pazienti non trattabili mediante ablazione percutanea (per la localizzazione e/o il numero delle lesioni).

    Tali categorie di pazienti hanno come alternativa terapeutica —in base alle linee guida internazionali— solo il trapianto, che però può accontentare solo una minoranza di essi per la scarsità di organi disponibili, o le terapie radiologiche (chemioembolizzazione) che hanno però solo intento palliativo.


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